Il processo di formazione dei cristalli di sale risale alla formazione della Terra, circa 3,5 miliardi di anni. A quel tempo, l’atmosfera della Terra era ricca di vapore acqueo e di carbonio (chiamato anche anidride carbonica) che sono stati generati in abbondanza a causa dell’attività vulcanica che ha prevalso sulla Terra.

Il mare

I gas tossici generati dai vulcani (anidride carbonica e anidride solforosa) a contatto con il vapore acqueo hanno causato reazioni chimiche. Nel corso delle ere geologiche gli agenti atmosferici, i corsi d’acqua e l’azione dei mari stessi hanno sottratto i sali alle rocce continentali, attraverso una lenta opera di dilavamento. Alcuni minerali (ione cloruro) sono quindi risaliti verso l’oceano dove si sono uniti a quelli già presenti nell’acqua di mare (ioni di sodio) per formare principalmente un cristallo: il cloruro di sodio, che non è altro che il nostro sale da cucina.

Le acque che, nel frattempo, hanno continuato a scorrere sulla superficie dei continenti, si sono via via arricchite di sali minerali prelevati dalla Terra, e li hanno riversati negli oceani in formazione. Il tasso di salinità dei mari varia anche a seconda della loro profondità (sensibilmente più alta verso la superficie dove si verifica una forte evaporazione), dall’apporto di acque piovane e dal numero di fiumi che vi sfociano portando acqua dolce (per esempio in vicinanza di un estuario).

Ogni anno evaporano dagli oceani 120.000 chilometri cubi di acqua pressoché pura, che poi ritorna al mare “carica” di sali. Questo ciclo dell’acqua fa aumentare ogni anno la salinità degli oceani.

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