Alcuni ricordano i sogni sistematicamente. Altri mai. Il team di Perrine Ruby, ricercatrice in Neuroscienze Cognitiva del centro di ricerca di Lione (Neuroscience Research (Inserm/CNRS/Université Claude Bernard Lyon 1) ha studiato l’attività cerebrale di un gruppo di persone al fine di confrontare chi ricorda i sogni e chi, invece, li dimentica.

Il cervello e i sogni

In precedenti studi pubblicati nel gennaio 2013, il team di Perrine Ruby aveva fatto due osservazioni: i “grandi sognatori” hanno delle fasi di risveglio in più durante il sonno rispetto ai “piccoli sognatori” e il loro cervello, di conseguenza, è più sensibile agli stimoli dell’ambiente. Oggi, l’obiettivo è capire se c’è una differenza reale nel cervello che spieghi tutto questo. 

Il nuovo studio pubblicato sulla rivista medica Neuropharmacology mostra che la giunzione temporo-parietale, un crocevia di elaborazione delle informazioni nel cervello, è più attiva in coloro che sognano tanto e che ricordano i loro sogni.

Per osservare questo fenomeno, i ricercatori hanno misurato l’attività cerebrale spontanea in Positron Emission Tomography (PET) su 41 volontari sognatori. I volontari sono stati suddivisi in 2 gruppi: 21 “sognatori” che ricordano i loro sogni in media 5,2 volte a settimana e 20 “piccoli sognatori” che ne ricordano in media 2 al mese.

Una delle scoperte più sorprendenti, derivanti dall’osservazione del sonno è che, durante la notte, ci si sveglia in continuazione, pur non conservandone il ricordo. I ricercatori hanno diviso questi risvegli in due categorie: nella prima vi sono dei veri e propri risvegli della durata di pochi secondi, brevissimi quindi ma molto numerosi (varie decine per notte); la seconda categoria, invece, riguarda non proprio dei risvegli ma delle “fluttuazioni” verso la veglia, una sorta di pre-risveglio. Ciò porterebbe ad una maggiore reattività agli stimoli esterni facilitando l’aumento del numero di risvegli durante il sonno, utile per memorizzare sogni.

I risultati hanno quindi confermato che le persone che ricordano i sogni hanno una maggiore attività spontanea del cervello durante il sonno sia nella corteccia prefrontale mediale (MPFC) che nella giunzione temporo-parietale (JTP), area del cervello in cui vengono diretti gli stimoli esterni.

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