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Benché posseggano molte meno papille gustative degli esseri umani, i gatti fanno spesso i “buongustai”. L’incomprensione è ancora maggiore quando scopriamo che i gatti possiedono solo 473 recettori nelle papille gustative, mentre l’uomo ne conta ben 9.000. Una ricerca precedente ha dimostrato che i gatti non sono sensibili al gusto dolce, mentre invece, per la maggior parte degli esseri umani, un piatto dolce è sinonimo di golosità. Ma un nuovo studio, pubblicato su BMC Neuroscience mostra che i gatti sono, al contrario, molto sensibili al gusto amaro.

Gatti esigenti

Lo studio è stato condotto da due aziende americane del settore alimentare per gli animali domestici, la AFB Internationale e l’Integral Molecular, che si sono concentrate sull’analisi di due recettori del gusto amaro presenti sulla lingua umana e felina, chiamati TAS2R38 e TAS2R43.

Il primo dei due si chiama TAS2R38 che in alcune persone è più sensibile rendendo loro altamente sgradevoli cibi come broccoli e cavoletti di Bruxelles. I ricercatori hanno messo alla prova lingue umane e feline per testare la reattività del recettore a due sostanze amare. La prima, chiamata Ptc, è stata percepita 10 volte di più nei gatti che, invece, non hanno sentito la presenza di una seconda sostanza chiamata Prop alla quale invece sono più sensibili gli esseri umani.
Il secondo recettore per l’amaro preso in esame è stato il Tas2r43. In questo caso lo sostanze utilizzate sono state l’aloina (ottenuta dalle piante grasse del genere Aloe) e il denatonio benzoato, (un composto chimico amaricante aggiunto, per esempio, ad alcool per disinfezione e antigelo per evitare il consumo accidentale da parte di animali e bambini). I gatti, in questo caso, sono meno sensibili all’aloina ma più capaci di percepire il denatonio benzoato. Diverso nei felini anche il comportamento in presenza di saccarina, un dolcificante artificiale che viene del tutto ignorato dagli animali quando, nell’essere umano, viene percepito un retrogusto amaro piuttosto intenso.

Lo studio mostra che, rispetto ai test effettuati nell’uomo, il primo recettore (TAS2R38) è meno sensibile al PTC e non risponde al PROP, mentre il secondo recettore (TAS2R43) è meno sensibile alla aloina, ma più sensibile al denatonio benzoato. I ricercatori hanno così constatato che i gatti domestici reagiscono al gusto dell’amaro in maniera molto diversa dall’essere umano. Questo potrebbe spiegare il motivo per cui alcuni esemplari vi sembrino così “schizzinosi” col cibo.

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