Se osserviamo, per un momento, gli animali domestici che ci circondano possiamo notare come una loro caratteristica in comune sono le orecchie flosce. Ma non solo. Le caratteristiche fisiche che questi animali da compagnia hanno in comune sono molte di più: denti non troppo lunghi, musi piuttosto corti, manti spesso a chiazze. Questa, è ciò che si chiama “sindrome da addomesticamento”, ed è stata oggetto di studi da parte degli scienziati.

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Fermandoci un attimo ad osservare i nostri animali da compagnia, quelli più o meno addomesticati, quali cani, gatti, cavalli o pecore, ci accorgeremo che hanno tutti delle caratteristiche fisiche in comune: diceva Charles Darwin che se non hanno le orecchie flosce, allora non possono essere animali da compagnia. In effetti, pare che ci sia una verità scientifica in fondo a ciò. Qualche tempo fa, uno scienziato russo ha fatto una prova: ha cresciuto 20 generazioni della selvaggia volpe d’argento, facendola diventare, dopo 25 anni, praticamente domestica. Ciò che si è potuto osservare, è che l’ultima generazione di volpe aveva un muso più corto, denti meno lunghi e – ovviamente – orecchi flosce: insomma, assomigliava molto di più a un cane.

Gli scienziati si sono spiegati questo fenomeno considerando che in questi animali addomesticati si viene creando una “cresta neurale” che non solo rende gli animali più domestici, ma, in più, ne cambia anche i caratteri somatici.

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