Alcuni scienziati britannici hanno scoperto che il pelo a due colori, noto per esempio nei gatti neri e bianchi e in alcuni cavalli, si forma nella fase embrionale. Secondo loro, la bicromia caratteristica di questo pelo, osservata in molti animali domestici, è dovuta al fatto che le cellule responsabili della colorazione marrone si moltiplicano più lentamente rispetto a quelle degli animali monocromatici (ad esempio un gatto tutto nero).

La conseguenza è che queste cellule pigmentate non coprono uniformemente tutto il corpo. La scoperta, pubblicata su Nature Communications il 6 gennaio 2016, potrebbe aiutare a comprendere meglio anche alcune malattie che si verificano nelle prime fasi dello sviluppo embrionale dei mammiferi, come il buco nel cuore (forame ovale pervio), un difetto congenito del cuore abbastanza comune.

I ricercatori hanno scoperto che le cellule pigmentate si muovono e si moltiplicano in modo casuale all’inizio dello sviluppo, piuttosto che seguire una sorta di programma genetico organizzato. Le loro conclusioni contraddicono la teoria esistente secondo la quale il pelo bicolore sarebbe dovuto al fatto che le cellule pigmentate si muovono troppo lentamente per raggiungere tutte le parti dell’embrione prima che sia completamente formato. Lo studio, realizzato da matematici e genetisti, dimostra che non vi è alcuna comunicazione complessa da cellula a cellula per indirizzarle in una particolare direzione.

KIT. Inoltre, secondo il dottor Christian Yates, biologo e matematico presso l’Università di Bath (Stati Uniti): “i motivi del pelo bicolore può essere causato da una versione difettosa di un gene chiamato Kit. In precedenza, si pensava che un gene Kit difettoso rallentasse le cellule nel loro spostamento verso il basso (verso l’addome e le zampe dell’animale). Ma abbiamo dimostrato che in realtà riduce la velocità con cui le cellule si moltiplicano. Di conseguenza, le troppe poche cellule pigmentate non riescono a coprire tutta la pelle e l’animale avrà il pelo con delle parti bianche.”

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