I gruppi ambientalisti ( e non solo!) hanno accolto con piacere la bella notizia! La Corte Internazionale di Giustizia dell’ONU (CIJ) ha ordinato lo stop alla caccia alle balene in Antartide da parte del Giappone, che si è dichiarato “profondamente deluso” da questa decisione. 

Caccia alle balene

Dei pescatori giapponesi sviscerano una balena nel porto di Wada, a est di Tokyo (foto archivio, giugno 2008)

Il Tribunale delle Nazioni Unite ha ritenuto che il Giappone nascondesse un’attività commerciale dietro un programma sulla ricerca scientifica (JARPA II) evidenziando la “mancanza di trasparenza” di tale progetto che è risultato piuttosto modesto in confronto al numero di balene uccise. Come è ormai noto, la carne di balena è molto popolare tra i giapponesi che la considerano una prelibatezza, e i fini scientifici della caccia sono risultati soltanto un pretesto.

Con questa sentenza, la Corte Internazionale di Giustizia ha risolto anche il contenzioso sollevato dall’Australia. Già nel 2010 sosteneva ci fosse una “mera attività commerciale” che lo aveva portato a citare in giudizio il Giappone e a chiedere un’approfondimento sulla questione.

Il programma di ricerca giapponese JARPA II è in corso dal 2005 e ha provocato l’uccisione di circa 3.600 balenottere minori, mentre la produzione scientifica ad oggi è molto limitata.

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