Anche senza uscire all’aperto durante l’eclissi solare del 20 marzo 2015, il nostro amico a quattro zampe (cane o gatto che sia) ha potuto crogiolarsi nel suo passatempo preferito: guardare attraverso la finestra ciò che accade al di fuori. E, forse, alzare il naso verso il cielo… Se guardiamo il Sole in quel momento, senza indossare degli occhiali speciali, sono sufficienti pochi minuti, o addirittura secondi, per causare danni irreversibili ai nostri occhi (retinopatia), ed è legittimo chiedersi se anche gli animali sono soggetti a questo tipo di problema.

Gatto in Inghilterra

Nella foto: in Inghilterra, alle 9:25 del 20 MARZO 2015, il gatto Ziggy al momento dell’eclissi.

Secondo Guillaume Payen, veterinario specialista in oftalmologia al Centre Hospitalier Vétérinaire Frégis – durante un’eclissi c’è, come negli esseri umani, il rischio che la luce generata dal Sole provochi lesioni indolori ma irreversibili a livello della retina, provocando una riduzione della vista“. Nei cani, è stato dimostrato che illuminare il fondo dell’occhio per 20 minuti attraverso un oftalmoscopio (strumento usato per esaminare la retina) è sufficiente per causare un peggioramento visivo.

I nostri animali domestici possono dunque essere colpiti da retinopatia (qualunque malattia o disturbo della retina), a seguito di un’eclissi. Almeno in teoria, perché gli animali non hanno l’abitudine di guardare verso il cielo per osservare il Sole. E, inoltre, non hanno il nostro stesso interesse per i fenomeni astronomici. Infatti, “nessuno studio clinico ha rivelato una tale riduzione della vista in seguito ad un’eclissi“, osserva il veterinario. O perché passa inosservato nel comportamento dell’animale, o, più probabilmente, perché i cani e i gatti non sono interessati ad osservare il Sole e le eclissi. In situazioni normali, guardare direttamente il Sole, la cui intensità luminosa è molto forte, provoca la fotofobia, un’eccessiva sensibilità alla luce. I loro occhi cominciano a bruciare e, di conseguenza, visto il fastidio, i nostri amici domestici tendono a non farlo più.

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