Il declino delle api è significativamente più alto nei paesi del nord dell’Unione Europea – Belgio e Gran Bretagna in testa – che al sud, sottolinea una cartografia senza precedenti. Questo è il risultato preliminare che arriva dallo studio “Epilobee” presentato lunedì 7 aprile a Bruxelles, il primo a confrontare lo stato di salute degli apiari in 17 paesi dell’Unione Europea attraverso l’utilizzo di “criteri armonizzati” che misurano il tasso di mortalità delle api, ha spiegato all’AFP il direttore della salute animale Gilles Salvat presso l’Anses, l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare.

Ape

Questa analisi, coordinata dal laboratorio europeo di riferimento per la salute delle api di Anses a Sophia Antipolis (Alpes-Maritimes), si basa sull’osservazione da parte di 1.350 ispettori che hanno visitato in tre differenti periodi dell’anno (autunno 2012, primavera 2013, estate 2013) circa 31.800 colonie di api in 3.300 alveari.

Per quanto riguarda la mortalità in inverno, il periodo in cui le api muoiono di più, il nord risulta essere il più colpito. Al Nord, questa mortalità supera regolarmente il 20%, con il 33,6 % in Belgio, il 28,8% nel Regno Unito, il 28,7 % in Svezia e il 23 % in Estonia e in Finlandia. Nel sud dell’Europa, il tasso di mortalità rimane in molti Paesi al di sotto del 10% (mortalità “normale”): in Italia il 5,3 %, in Grecia il 6,6 % e in Spagna il 9,5%. La Francia (14,1%), come la Germania (13,6 %) e la Polonia (14,8 %) sono ad un livello intermedio.

Nella stagione della produzione di miele invece, tra la primavera e l’estate, la mortalità delle api è generalmente inferiore che in inverno. Con una sola eccezione per la Francia, dove il tasso di mortalità ha raggiunto il 13,6% rendendolo l’unico dei 27 paesi esaminati con una mortalità superiore al 10% in questo periodo chiave.

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