India: uccelli colorati per essere venduti illegalmente
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Gli uccelli domestici fanno parte della cultura indiana. Oggi continuano a rappresentare dei simboli di fortuna che gli indiani espongono durante i matrimoni e in altre feste nelle quali vengono liberati in aria. Da 25 anni è vietato esportare e vendere gli uccelli nati in India. Nonostante tutto, il gruppo di monitoraggio del commercio delle specie selvatiche TRAFFIC ha trovato oltre 450 delle 1.300 specie indiane in vendita nei mercati locali e internazionali. I cacciatori hanno trovato un modo per aggirare le leggi camuffando questi uccelli con dei coloranti, facendoli passare per  delle specie esotiche.

Un’esperienza traumatica per gli uccelli

In India non esistono divieti sulla vendita (locale) degli uccelli esotici allevati in cattività, per cui i cacciatori e i commercianti riescono spesso ad aggirare il divieto di vendita di fauna locale, spacciando quelli catturati per esotici, ritoccandoli con coloranti o addirittura dipingendoli, in modo da farli sembrare più rari e aumentarne il valore.

In primo luogo gli uccelli vengono catturati nel loro ambiente naturale, attirati con delle esche, immobilizzati all’altezza del collo e ammassati in gabbie di ogni forma e misura. Vengono poi puliti con una miscela di kerosene e di sterco di mucca prima di essere colorati utilizzando dei tamponi. I materiali usati sono diversi: dal colorante tessile ai coloranti alimentari. Queste miscele contengono delle sostanze chimiche che vengono assorbite dalla pelle degli uccelli e possono farli ammalare (infiammazioni varie o perdita parziale della vista). Per quanto riguarda i pulcini, spesso muoiono dopo essere stati immersi in vasche di tintura.

Una volta che gli uccelli vengono venduti, muoiono in seguito al cattivo trattamento da parte di proprietari disillusi. L’inganno stesso può metterli a rischio. “Quando il colore se ne va, rivelando l’identità originale dell’uccello, o quando i pulcini crescono troppo e si rivela la specie, molti uccelli muoiono per i maltrattamenti degli acquirenti truffati, che non sanno cosa farsene di loro“, racconta Asad Rahmani, ornitologo presso Bombay Natural History Society, una delle più grandi organizzazioni di ricerca indiana sulla natura.

Secondo Deepak Apte, direttore del BNHS, la soluzione sarebbe quella di offrire degli incentivi economici ai cacciatori al fine di proteggere gli uccelli invece di catturarli. In questo modo più di diecimila cacciatori in India potrebbero cominciare a salvaguardare l’avifauna.

Altre azioni possibili: migliorare la protezione degli uccelli e applicare nuove leggi nei mercati.

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