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Come noi, gli animali e le piante devono proteggersi dagli effetti negativi del sole. Alcuni sono più avvantaggiati di altri perché dotati di uno schermo totale naturale. Fino adesso, gli scienziati pensavano che gli animali, come i pesci, si procuravano queste “molecole anti-UV” attraverso la loro alimentazione. Ora, i ricercatori della Oregon State University hanno dimostrato che questa ipotesi non è valida. Lo studio, pubblicato il 12 maggio 2015 nella rivista eLife, dimostra che il pesce zebra (Danio rerio) fabbricherebbe da solo la sua proteina UV e che non sarebbe il solo animale ad avere questa capacità.

Tutto il mondo è protetto…tranne noi!

Le alghe, i coralli e alcuni invertebrati costruiscono da soli le loro molecole anti-UV, chiamate MAAs, grazie a tre enzimi specifici (in teoria, questo processo non riguarda i vertebrati). Tuttavia, i ricercatori hanno trovato nel pesce zebra un gene responsabile della sintesi di un enzima simile, dimostrando, attraverso una serie di esperimenti, che questo pesce è in grado di produrre il gadusol, una molecola protettiva anti-UV separata dalle MAAs. Una scoperta storica, poiché è la prima volta che si osserva la biosintesi di questa molecola. Sulla base delle loro osservazioni, i geni utilizzati nella fabbricazione di gadusol erano già presenti negli embrioni, invertendo così la teoria dell’alimentazione.

ORIGINE. I biologi hanno cercato se anche altre specie possedevano questo gene responsabile della produzione di gadusol. E sorpresa! Esso è presente negli anfibi, nei rettili e anche negli uccelli. Ma producono da soli anche lo schermo protettivo personale? I ricercatori non lo sanno… Finora ignorano se il gadusol possiede altre proprietà interessanti al di fuori della sua capacità protettiva. Tuttavia, la scoperta della biosintesi del gadusol potrebbe rivelarsi interessante per la produzione futura di filtri solari naturali.

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