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Secondo una nuova relazione scientifica pubblicata dal Muséum National d’Histoire Naturelle (MNHN), per respingere il pericolo di una loro estinzione, è necessario introdurre al più presto venti nuovi orsi nei Pirenei. Richiesto nel mese di maggio 2013 in collaborazione con l’Union Internationale de la Nature (UICN) e l’Office National de la Chasse et de la Faune Sauvage (ONCFS), questo rapporto specifica l’importanza dell’inserimento di dieci femmine e di cinque maschi nel Béarn, un’antica provincia e regione storica della Francia sud-occidentale (attualmente sono presenti solo due esemplari), e di cinque femmine nella regione di Ariege e della Haute-Garonne.

– “George Lopez”, orso maschio –

Orso maschio

Il rischio di estinzione di questi animali è molto elevato a causa dell’elevata mortalità sia dei cuccioli che degli adulti (per incidente o per bracconaggio). Di conseguenza, è necessario aumentarne il numero: le reintroduzioni di nuove specie ridurrebbero il rischio di estinzione di meno del 5% in 50 anni (risultato che, secondo gli studi scientifici, garantirebbe la presenza di questo animale sul territorio).

Per l’inserimento di nuovi orsi, è stata scelta la zona dei Pirenei perché ritenuto dagli esperti un ambiente molto favorevole per questi animali. Su questi pendii sono presenti in abbondanza mirtilli, lamponi, bacche, tuberi, erbe, faggiole e insetti, che rappresentano circa il 75% della dieta degli orsi. Inoltre, sono presenti animali, carogne e selvaggina necessari per completare il loro regime alimentare.

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