I corvi costituiscono la famiglia più intelligente degli uccelli, in particolare il corvo della Nuova Caledonia (Corvus Moneduloïdes). Nel 1990, Gavin Hunt, un ricercatore neozelandese, ha scoperto l’ingegnosità di questi corvidi attraverso la diversità dei mezzi che utilizzano per nutrirsi. Ad esempio, usare un bastone per rimuovere le larve dal loro nascondiglio o modellare una foglia di palma da utilizzare come gancio per estrarre gli insetti dai loro buchi.

I corvi sono in grado di realizzare molti tipi di utensili dello stesso materiale che utilizzano in contesti specifici, e trasmettono questa conoscenza ai loro coetanei. In una ricerca pubblicata sul Journal Learning & Behavior, i ricercatori hanno notato che il design di questi strumenti varia a seconda delle aree geografiche. Secondo loro, la forma di questo strumento dipenderebbe dall’apprendimento sociale del gruppo che vive nell’ambiente in cui è stato costruito. Così si sono chiesti come i corvi trasmettessero la loro conoscenza. Secondo Corina Logan, responsabile dello studio e ricercatrice presso il Dipartimento di Zoologia dell’Università di Cambridge, questa trasmissione avviene attraverso un’imitazione o un’emulazione.

Voglia di progredire o semplice imitazione?

Per determinare se questi uccelli copiano o no le azioni dei loro “professori” nello stesso contesto, i ricercatori hanno assegnato ai corvi un nuovo compito, ma senza utensili così che tutti fossero analizzati sullo stesso piano, non fornendo alcun vantaggio. Questo esperimento ha permesso di capire come avviene l’apprendimento sociale in un contesto specifico, senza l’uso di alcuno strumento.

Gli studiosi hanno usato due dispositivi di legno contenenti ciascuno una fornitura di cibo, ai quali gli uccelli potevano accedere attraverso due tipi di aperture: una di forma orizzontale, l’altro, verticale. I corvi hanno utilizzato diversi modi per aprirli: da destra a sinistra o da sinistra a destra, dall’alto verso il basso; uno di loro ha usato un pezzo di caoutchouc che ha spinto con il suo becco per arrivare al cibo. I corvi sono stati disposti in piccoli gruppi, due con la presenza di un “dimostratore” (vale a dire, un corvo impegnato ad aprire tutte le serrature e servire da modello per gli altri) e un gruppo senza “dimostratore”.

Conclusione? Si è notato che dopo aver visto il “dimostratore” interagire con uno delle aperture, l’osservatore è più portato ad agire con lo stesso lucchetto. Tuttavia, esso non esegue necessariamente la stessa azione e il lucchetto rimane chiuso. Come si può vedere nel video qui sotto, il corvo non tenta la fortuna su un altro dispositivo di chiusura, ma cerca di risolvere il problema da solo. Non cerca di copiare il suo congenere che è riuscito ad aprire un altro dispositivo, ma preferisce imparare dai propri errori. Si tratta di un incentivo al progresso. Ciò significa che la conoscenza di uno specifico utensile non si trasmette da una semplice osservazione, ma dall’interazione del corvide con lo strumento stesso.

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