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Un nuovo studio, condotto sugli elefanti marini, ha mostrato come questi mammiferi riescano a produrre, naturalmente, una quantità davvero ingente di monossido di carbonio. In particolare, questa sostanza, chiamata anche killer silenzioso, si trova nel sangue degli elefanti marini nella stessa quantità di quella che è possibile rinvenire in chi fuma più di 40 sigarette al giorno. Ma a che serve?

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Degli studi hanno rivelato la presenza, alquanto curiosa, di una notevole quantità di monossido di carbonio all’interno del sangue degli elefanti marini. Il monossido di carbonio, per chi non lo sapesse, è un gas inodore e insapore che è piuttosto letale in quantità elevate ma che, in piccole quantità, è emesso sia dagli uomini che dagli animali. Questo gas, infatti, è prodotto secondariamente dall’emoglobina, che ha il compito di trasportare il sangue nell’ossigeno, anche se la sua quantità, nell’uomo, è piuttosto trascurabile.

Secondo gli studiosi, in particolare, la ragione per la quale gli elefanti marini producono tutto questo monossido di carbonio è per preservarsi durante le loro immersioni. Il gas, infatti, li proteggerebbe dai possibili danni che le immersioni a elevate profondità potrebbero causare loro. In poche parole, in certe condizioni, il monossido di carbonio sarebbe, per loro, terapeutico.

Adesso, gli scienziati si stanno domandando se sono solamente gli elefanti marini a godere di questa particolarità o anche altri animali presentano la stessa ingente quantità di monossido di carbonio nel loro sangue.

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