Aumenta la vendita illegale di animali su Internet
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L’International Fund for Animal Welfare (IFAW) ha indagato per diverse settimane sul commercio online della fauna selvatica. I risultati ottenuti sono a dir poco sono preoccupanti. Per sei settimane, gli investigatori dell’IFAW in collaborazione con il CEEweb for Biodiversity ha esaminato 280 siti di vendita online in 16 paesi. L’obiettivo? Identificare gli annunci che proponevano la vendita di specie selvatiche minacciate di estinzione, iscritti negli allegati I e II della CITES (Convention on International Trade of Endangered Species of Wild Fauna and Flora).

Destruction of illegal ivory stocks seized in France

Gli autori del rapporto dell’IFAW hanno contato più di 30.000 esemplari di animali (tra cui parti del corpo o prodotti derivati) venduti su Internet, per un valore complessivo che si avvicina agli 8 milioni di euro. Il 54% delle inserzioni propongono animali selvatici vivi, mentre il restante 46% mette in vendita parti di animali o prodotti derivati. L’avorio, i rettili e gli uccelli sono i più venduti sul web. E per eludere i divieti su alcuni siti di vendita online, i venditori usano dei nomi in codice per descrivere l’avorio o il corno di rinoceronte.

Il commercio illecito di specie minacciate di estinzione è particolarmente fiorente

Purtroppo, una parte del commercio della fauna selvatica è legale. L’IFAW ha segnalato alle autorità il 13% degli annunci analizzati (1.192) perché la loro legittimità è stata ritenuta dubbia. Ma, purtroppo, è difficile determinare l’illegittimità di tutti gli annunci a causa della mancanza di informazioni disponibili agli investigatori.

In generale, il commercio illecito di specie minacciate di estinzione è particolarmente fiorente. Secondo l’IFAW, esso rappresenta un fatturato di 19 miliardi dollari l’anno. La grandezza di questo traffico è da confrontare con i dati da record raggiunti dal bracconaggio. In tre anni, più di 100.000 elefanti sono stati uccisi per il loro avorio. In Sud Africa, nel 2014, sono stati uccisi 1.020 rinoceronti.

Per limitare questo commercio, che minaccia un gran numero di specie, l’IFAW raccomanda una maggiore collaborazione tra i siti di vendita online, la polizia e i servizi doganali. L’ONG (Organizzazione Non Governativa) ha invitato i governi ad attuare una legislazione più severa per punire i trafficanti.

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