L’attacco di un enorme squalo bianco a Rodney Fox.
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Australia nel dicembre 1963, Rodney Fox stava partecipando a una gara di pesca, nel South Australia, nei pressi di Adelaide, “Aldinga Beach”, quando subì un feroce attacco da parte di un enorme squalo bianco. Rodney doveva difendere il suo titolo vinto l’anno precedente, quaranta, gli altri partecipanti, che erano presenti al torneo e sangue di pesce era stato sparso in tutta l’area di pesca. Ecco la sua storia.

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Quel giorno, Rodney, era in gran forma e aveva già catturato davvero tanti pesci, a esattamente un’ora dal termine della gara, quando stava per vincere il titolo per la seconda volta di fila, egli si trovava a più di un chilometro dalla spiaggia e nuotava in apnea a pochi metri di profondità, sempre a caccia di altro pesce, improvvisamente qualcosa di davvero grosso lo afferrò sul suo fianco sinistro e lo shock gli fece perdere l’arpione e la maschera: “ebbi la sensazione di essere stato investito da un autobus…“, dichiarò in seguito Rodney Fox. L’enorme squalo bianco lo trascinò sott’acqua rapidamente ed egli a quel punto si rese conto di cosa stava succedendo…

Attenzione il testo e le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità.

Lo squalo lo teneva saldamente in bocca come un cane, può tenere il suo osso. Con il braccio destro, Rodney, ebbe la prontezza di colpire fortemente l’occhio dello squalo che lasciò immediatamente la presa. A questo punto, l’allora 23enne venditore di assicurazioni, riuscì a tornare in superficie anche se con enorme difficoltà. Poteva finalmente respirare, ma l’incubo non finì lì… Egli abbassò lo sguardo e vide una scena che sarà per sempre impressa nella sua memoria, a bocca spalancata, il grande squalo bianco, stava puntando dritto verso di lui…

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Preso dalla disperazione, Rodney, riuscì a sferrare un gran calcio al bestione che si rivelò davvero efficace. Lo squalo fermò il suo assalto e cominciò a girare intorno alla vittima. Purtroppo, però, Rodney portava ancora, attaccata alla sua cintura, una corda di nylon che era legata ad una boa ove metteva il pesce pescato: lo squalo inghiotti la boa e trascinò, Rodney, nuovamente verso il basso. Egli cercò immediatamente di scollegare la cintura, ma il circuito di sicurezza gli era andato dietro la schiena durante l’attacco e non riusciva a raggiungerlo. Oramai a corto di aria e di forze, era sicuro che fosse giunta la sua ora…

Proprio quando anche l’ultima speranza era svanita, accadde l’impossibile: la corda legata alla boa inghiottita dalle fauci dello squalo… si ruppe! Successivamente, Rodney, si rese conto che probabilmente lo squalo aveva morso e danneggiato la corda. Ormai pressoché svenuto, egli, finì a galleggiare in superficie e prontamente il suo amico Bruce Farley e un altro uomo, arrivati sulla scena in barca, poterono soccorrerlo. Essi avevano visto le “nuvole” di sangue in acqua e sentito forti urla provenire dal largo. Tirarono immediatamente Rodney a bordo e lo portarono in salvo sulla spiaggia. La scena era devastante: egli aveva un braccio che penzolava e del sangue che copiosamente scendeva attraverso la muta. Lo stomaco e i polmoni erano perforati e aveva diverse costole rotte, addirittura le intestina penzolavano…

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Sulla strada per l’ospedale l’amico, salito sull’ambulanza, di continuo gli diceva di respirare e di pensare alla moglie e al bambino. Arrivati all’ospedale di Adelaide, circa un’ora dopo essere stato riportato sulla spiaggia, i medici, verificate le ferite aperte nel suo corpo, non pensavano che sarebbe sopravvissuto… Durante l’attacco il suo addome venne completamente esposto e tutte le costole sul fianco sinistro si erano rotte. La sua pelle era perforata, un polmone lacerato, la scapola  trafitta, la milza messa a nudo e l’arteria principale del cuore aveva portato a una grande emorragia interna. I tendini delle dita e del pollice della mano destra erano compromessi e ancora oggi, una grande porzione di un dente di squalo é incastonata nel suo polso. 462 punti di sutura sono stati necessari per ricucirlo. Eppure, miracolosamente, Rodney, guarì completamente dalle ferite inferte dall’enorme squalo bianco, egli aveva vinto la battaglia. Pensate che l’anno seguente, egli, fu “Campione di Australia di pesca in apnea”…

Qualche anno dopo, Rodney, ha progettato e costruito la prima gabbia di osservazione subacquea dei grandi squali bianchi, e per più di 40 anni, ha condotto e filmato le grandi spedizioni per studiare il suo aggressore. Ha, infatti, organizzato la prima spedizione “squalo bianco” con subacquei sportivi, e gestito centinaia di spedizioni nei 30 anni che seguirono…

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Rodney Fox è considerato autorità mondiale sul grande squalo bianco e ha una reputazione eccellente come capo spedizione e produttore di documentari sugli squali. Rodney è stato coinvolto nella maggior parte dei film sul grande squalo bianco, ha organizzato spedizioni in più di 100 importanti documentari con registi e ricercatori provenienti da 16 paesi. La Disney, gli Universal Studios, la IMAX, la Cousteau Society e il National Geographic hanno usato il suo aiuto per filmare e studiare i grandi squali bianchi. La vita di Rodney dopo l’attacco, si è concentrata sul coordinamento e l’organizzazione della preparazione degli equipaggi, sulla guida specializzata nei viaggi, sull’ecoturismo e sulle spedizioni a caccia di grandi squali bianchi e altre creature marine. Viaggia anche per il mondo a raccontare la sua esperienza e la necessità di proseguire gli sforzi per la salvaguardi degli squali…

Rodney con suo figlio, Andrew Fox, cura la fondazione “Rodney Fox Great White Shark Expeditions” le cui spedizioni servono anche come piattaforma di ricerca scientifica per la posa di trasmettitori satellitari. Egli si considera il fortunato vincitore di questa sanguinosa battaglia con l’enorme squalo bianco

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