Mangiare crudo: nuovo capriccio o vera dieta?
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Dopo aver conquistato gli Stati Uniti e alcune star come Gwyneth Paltrow e Demi Moore, il “crudismo” (in America, raw food) arriva anche nel nostro paese. Al posto della cottura, i cibi vengono tagliati, affettati, frullati, centrifugati, marinati o disidratati. Ma attenzione, non è una moda alimentare, ma un vero trattamento dietetico che sta prendendo sempre più piede in Italia La cucina senza cottura ha infatti raggiunto le altre abitudini alimentari come quella senza glutine, senza lattosio o quella senza zucchero.

Frutta e verdura

Nel “crudismo“, la ricetta è semplice: gli alimenti utilizzati – spesso dei semi, frutta, verdura o alghe – non possono essere cotti al di sopra dei 42° C. Lo strumento del cibo crudo è la ‘disidratazione’ che permette di rimanere a una quarantina di gradi, la temperatura a partire dalla quale la maggior parte degli enzimi e delle qualità nutrizionali sono distrutti.

Un rischio maggiore di allergie e di problemi digestivi

La mancanza di cottura permette di conservare meglio i nutrimenti (proteine, carboidrati, grassi, minerali, vitamine…), ma la dieta dei cibi crudi non è senza pericoli. Il lato positivo di mangiare delle verdure crude è che si ha un maggiore apporto di vitamine e minerali, ma, a causa di questo, le fibre non sono ammorbidite provocando delle irritazioni  nel tratto gastrointestinale. Inoltre, le allergie sono spesso causate da proteine che possono essere distrutte o denaturate dal calore. Per le persone predisposte a problemi allergici, il rischio (di sviluppare un’allergia) è superiore rispetto a coloro che mangiano cibo cotto. Ma c’è chi sostiene che il crudismo garantisce un apporto di vitamine e minerali non alterati dai processi di cottura, stimola la digestione, dà un grande senso di sazietà, disintossica, porta il peso del corpo al giusto livello e idrata.

Anche in questo caso le opinioni si dividono…

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