Le Lenticchie: povere di grassi e dall’alto valore nutritivo.
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Note soprattutto per l’abbinamento con lo zampone o il cotechino, cotte in umido con diversi aromi che le rendono particolarmente saporite, le lenticchie sono ottime anche impiegate nelle ricette di zuppe e minestre calde, nei ripieni di verdure o servite fredde in insalata. Si distinguono per colore e dimensione, tra quelle a seme grande e quelle a seme più o meno piccolo. Tra le principali varietà in commercio ricordiamo: la lenticchia rossa conosciuta anche come “lenticchia egiziana”, venduta prevalentemente decorticata, di rapida cottura e assai diffusa nella cucina asiatica; la pregiata lenticchia di Castelluccio di Norcia, dal seme piccolo e marrone a indicazione di origine protetta; la lenticchia verde di Villalba e quelle di Altamura, a seme grande adatta nella preparazione di contorni; la rara lenticchia di Ustica, cresciuta sui terreni vulcanici dell’isola; e la lenticchia nera di Enna, antica varietà le cui tecniche culturali sono svolte tutte manualmente.

Lenticchie

Come acquistarle

Le lenticchie già pronte in scatola pratiche e facili da utilizzare, attenzione però ai conservanti e coloranti aggiunti. Al contrario, le lenticchie secche presentano una più alta concentrazione di principi nutritivi, ma sono solite richiedere un tempo di ammollo che varia da una a dodici ore prima di poter procedere alla cottura. Se acquistate sfuse, ricordarsi di lavare le lenticchie con cura sotto abbondante acqua fresca prima dell’uso, in modo da eliminare eventuali scorie.

Come conservarle

Riporre le lenticchie in un luogo fresco e asciutto, controllando la data di scadenza riportata sulla confezione prima dell’uso. E’ possibile conservarle in un contenitore di vetro o nel loro sacchetto di confezione anche per un anno. Se in scatola, ricordarsi che una volta aperta è necessario mantenere le lenticchie in frigorifero per un massimo di due o tre giorni.

Proprietà e benefici

Alimento dall’alto valore nutritivo, le lenticchie sono tra le leguminose con il maggior apporto di proteine vegetali e rappresentano perciò una valida alternativa nel menù di coloro che hanno eliminato gli alimenti di origine animale dalla loro dieta. Povere di grassi e prive di colesterolo, sono inoltre ricche di vitamine del gruppo B e sali minerali tra i quali, in maggiore concentrazione, troviamo ferro, fosforo e potassio. Non in ultimo, le fibre alimentari contenute in buona quantità nelle lenticchie aiutano a regolarizzare l’attività intestinale e a tenere sotto controllo il tasso di colesterolo nel sangue.

Curiosità

La tradizione di mangiare le lenticchie la notte di Capodanno come segno di prosperità e buon auspicio, deriverebbe da una consuetudine in uso nell’Antica Roma, quella di regalare per l’ultimo dell’anno una scarsella – una piccola borsa di cuoio che allacciata alla cintura serviva come portamonete – riempita di lenticchie con l’augurio che queste potessero trasformarsi in denaro.

Un po’ di storia…

Originaria della Mesopotamia, la pianta di lenticchie è forse il più antico legume mai coltivato dall’uomo. Diffusasi velocemente in tutto il bacino del Mediterraneo grazie alla facile coltivazione e al potere nutritivo, divenne nel corso dei secoli una preziosa fonte alimentare e un importante alimento di sopravvivenza durante i periodi di carestia e miseria tra i ceti meno abbienti, tanto da meritarsi l’appellativo di “carne dei poveri”.

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