Con un avviso pubblicato lunedì 5 maggio, l’ANSES (Associazione Nazionale Stress e Salute) mette in guardia contro l’uso di p-sinefrina, una sostanza presente nella buccia dell’arancia amara usata come componente di molti integratori alimentari per il “dimagrimento”.

Integratori alimentari

L’ANSES spiega di aver ricevuto dal 2009 “18 segnalazioni” ben documentate che spiegano gli effetti negativi correlati al consumo di sinefrina contenuta negli integratori alimentari, utilizzata a fini dimagranti ed estratta dal frutto immaturo di “Citrus aurantium” o arancia amara, l’agrume con cui viene fatta la tradizionale marmellata di arance. Tra gli effetti negativi spiccano problemi cardiovascolari, danni al fegato, iperfosfatemia (fosfati inorganici in eccesso) e danni neurologici.

L’Agenzia raccomanda di non associare questa sostanza alla caffeina perché tale combinazione potrebbe aumentare i rischi cardiovascolari. Purtroppo la maggior parte degli integratori alimentari contenenti sinefrina viene associata spesso alla caffeina per aumentare gli effetti di perdita di peso.

L’ANSES scoraggia fortemente il consumo di integratori alimentari che contengono sinefrina durante l’attività fisica perché i suoi effetti rischiano di “aumentare il rischio cardiovascolare nei soggetti in sovrappeso o obesi, e di ridurre gli effetti benefici dell’attività fisica“. Generalmente i soggetti a rischio (in trattamento per ipertensione, malattie cardiache o depressione) non dovrebbero assumere prodotti che contengono questa sostanza.

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