Il team di ricercatori di Giovanni Marsicano, direttore di ricerca Inserm (Neurocentre Magendie a Bordeaux), ha pubblicato la sua opera, finanziata dal CER (Consiglio europeo della ricerca), sulla rivista Nature Neuroscience in cui spiega come il sistema “endocannabinoide” controlli l’assunzione di cibo agendo sulla percezione degli odori.

Odori e scelte alimentari

Negli animali e nell’uomo, la fame spinge l’assunzione di cibo innescando una serie di meccanismi, quali l’aumento delle percezioni sensoriali come l’olfatto. Ma come l’aumento della percezione degli odori è connessa al cervello e di conseguenza all’assunzione di cibo? Questo processo viene attivato dal sistema endocannabinoide in grado di raccogliere i recettori cerebrali coinvolti in varie sensazioni come l’euforia, l’ansia, o il dolore, ed anche sensibile le sostanze cannabinoidi, come la cannabis.

E’ stato scoperto che i recettori dei cannabinoidi (chiamati CB1) controllano un circuito relativo il bulbo olfattivo (prima regione del sistema nervoso a elaborare le informazioni olfattive, che si trova sopra il naso) e la corteccia olfattiva (strutture superiori del cervello che trattano le informazioni) (vedi figura sotto). Quando la fame si fa sentire, si innesca l’attività di questi recettori che a loro volta attivano il sistema olfattivo che diventa più reattivo. E’ questo il meccanismo biologico che causa l’aumento di olfatto durante la fame e spiega le ragioni per cui si è attratti dal cibo.

Recettori

Schema di percezione olfattiva – Documento Université Claude Bernard 

Per quanto riguarda i pazienti obesi o anoressici, i ricercatori suppongono che ci sia un’alterazione del circuito, con una sensibilità olfattiva superiore o inferiore al normale. Questa scoperta potrebbe aiutare a capire (nel tempo) come trattare queste patologie.

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