Carciofo: pianta detox efficace contro i disturbi digestivi
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Le foglie più basse del carciofo – non la parte carnosa – contengono soprattutto acidi fenoli (cinarina, acido caffeico e clorogenico), acidi alcoli, così come flavonoidi, lattoni sesquiterpeni (o amaro aromatico), coinvolti nella difesa della pianta.

Il carciofo è colagogo e coleretico: aumenta la produzione di bile da parte del fegato e facilita la sua evacuazione nell’intestino contraendo la cistifellea. Esso ha anche un effetto diuretico. Stimolante del fegato più che dei reni, fa parte di quelle piante tradizionalmente chiamate “depurative” che sono in realtà dei “disintossicanti da attivazione metabolica.” Quindi il loro successo nelle cure “detox“, molto di moda, è quello di facilitare l’eliminazione delle tossine agendo su uno o più dei nostri apparati “escretori” come le cinque principali vie di eliminazione delle scorie dall’organismo (pelle, polmoni, intestino, fegato, reni).

Ma attenzione! Alcune piante “disintossicanti” possono accelerare l’eliminazione di un farmaco anche indispensabile per la nostra salute. Questo succede perché la loro assunzione deve essere limitata nel tempo e correttamente dosata con l’aiuto di un medico fitoterapeuta o di un farmacista. Secondo la monografia europea dell’EMA (European Medicines Agency), la foglia di carciofo è indicata per il trattamento dei disturbi digestivi, quali la dispepsia con la sensazione di pienezza, i gonfiori e la flatulenza. Inoltre, è tradizionalmente utilizzato per facilitare le funzioni di eliminazione urinaria e digestiva. Alcuni studi clinici sugli esseri umani hanno dimostrato che un estratto acquoso di foglie fresche somministrato per sei settimane riduce i problemi digestivi, come i dolori addominali e il vomito. Allo stesso modo, gli estratti abbassano il tasso dei trigliceridi e del colesterolo totale con la diminuzione dei valori del colesterolo “cattivo” (LDL) e l’aumento del colesterolo “buono” (HDL). Infine, la somministrazione di estratti acquosi a dei pazienti colpiti da malaria e trattati con la chinina ha permesso di migliorare i risultati terapeutici, grazie  all’effetto epatoprotettore del carciofo.

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